POEME ROMÂNESTI ÎN LIMBI STRĂINE

    

Teodor  CURPAS

Partirò...
(Voi pleca...)
Ho paura che non rimanerò più,
Non perchè sono stato diverso, o pagano,
Partirò, semplicemente,sull’ altra terra,
Con il passo semplice, del destino,
Mi muterò in boschetto di lacrime e di luci
Vi comunicherò in fretta di rame,
Che suonerà con la voce di campanella,
La quale sempre, sempre mi chiama.
Ed allora, naturalmente, non mi ritornerò più,
Sono sicuro che la partenzza è scritta com’ uno destino.

 

Ricordo triste
(Amintire tristă)

Siamo figli dei nostri genitori
Ce li ricordiamo da tempo in tempo,
Dal mano della madre arrivata dal cielo,
Della sua dolce parola che mi alinava,
Del suo consiglio: Non dimentica!
Siamo figli dei nostri genitori
Ci ricordiamo difficilmente di loro...
Ci sono stati giorni e notti di  tormento
Mi ricordo afetuoso della madre
Quando è caduta un’ insanguita  rugiada,
Ohi, a noi! Che triste ricordo...

Che strano sogno!
( Ce vis ciudat!)

Madre, ho sognato di notte  che i morti,
Si litigavano e si ribellavano
Chiedendo, a non so chi, siano liberati,
Perchè sono stati sepeliti senza colpa.
Quello che ho visto non si pùo descrivere in parole,
Non è  ribellione o rivolta,
A niente non si rassomiglia.
Il Dio era anchè lui presente
Cercando di spiegare  qualche cosa,
Che sogno  pesoso ho avuto, madre,
E non sapevo a chi devo rivolgermi!

Legato di cielo
( Legat de cer)

Vorrei che mi  lega con fiori di cielo,
Lo dico, e non ho fatto su questa un mistero.
Mi sono avvicinato del corpo della terra
Con uno baccio che sale al cielo,
Ma il mio sangue passa
All’ anima del sole attraversandomi.
Così ho diventato l’occhio verso la luce,
Con uno sguardo candido e pieno
E’ fiore d’anima mi lega di cielo,
E’ piena di rugiada e non dispero.

Che romantico!
( Ce romantic!)

All’ inizio ti ho invitato in parco,
Per fare una passeggiata di pretesto,
Pensando d’essere insieme.
Era un decoro di grande splendore,
Gli alberi fioriti ed il cielo di stelle.
Con buoni pensieri, senza cattività.
Parlavo molte ore sui libri ,
Facevamo  passeggiata mano in mano
Ascoltavamo cantando il grillo scherzando,
Benchè non gli davamo neanchè il piccolo disprezzo.
Tutte queste cose sono state, come sapete,ieri,
Stavamo insieme all’ pensiero siamo rimasti stingheri.

Pensieri
(Gânduri)

Nonno , rimani anziano come la collina
E giovane come la rugiada della mattina.
Sei stato chiamato dall’infinito
Sto aspettando arrivare  la risurrezione
Stiamo di nuovo insieme
Stiamo noi, uomo e uomo!
Io sono rimasto simile alla sera,
Faccio una passeggiata e poi mi ritorno.
Adormo sempre con la luna in gene
Penso sognare un giglio.
Ora credo che i morti hanno sguardo di fiori
Si lavano di mattina con rugiada,
Ora piove...e piove...e piove!

 

A  poeta
(Poetului)

L’ofranda del poeta verrà ricevuta
Anchè delle stelle fredde e molto frede,
Che vorebbero salutarti
Perchè la solitudine è sorella con il poeta,
Che rimane ombra di fumo
E cerca avviare sulla stessa strada!
Verrano gli angelli per capirti
Ed alcune persone di tradizione slava
E tutti in una luce grave!
.............................................................
Soltanto il poeta rimane nella sua ombra!

 

Un foglio...
( O foaie)

Il libro d’oro lo pùoi ammirare
Sul cielo scultato in magico foglio della notte,
E foglio pieno del mio canto,
Verso il piensiero nero della profondità.
Vorrei leggere da solo il libro d’oro,
Mora  anziano,ed interra il  tesoro,
Si piega tutti sul mio omero
Legga meno un verso, quello cattivo!
Lasciatemi leggere da solo il libro,
Lasciatemi ora, al fine,
Sentire il raconto!

Speranza
(Speranta)

Così passano gli anni e non li contiamo,
Come fossero gettati con la forca,
Dal camino del treno pereno.
Molte volte apriamo gli occhi verso destino
Lo vediamo con la lacrima di giglio,
Proviamo passargli il dolore
A  carissima accarezza.
E tutto è sudore con speranza
Rimasta soltanto in manoscritto.

Tudor Curpas, Stele în dar,Satu Mare, Ed. Daya, 2009
Traducere  în limba italiană de  Livia MĂRCAN

 

 

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